A noi l’Andalusia in moto piace!

A noi l’Andalusia in moto piace!

Premessa: andare in paesi con clima mite durante l’inverno è sempre molto, ma molto energizzante! Vivere giornate di luce, con sole e 20°/22° non solo è piacevole, ma anche stimolante. Arrivarci e girare l’Andalusia con la proprio moto lo è ancora di più! Dicembre, gennaio e febbraio sono i mesi più freddi, con temperature medie intorno a 18° C di giorno e 8° C di notte. L’avventura andalusa non è assolutamente scontata: riserva gradite sorprese sulle strade iberiche e tappe sempre coinvolgenti.

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La nostra Andalusia Winter Classic è veramente diventata un nostro “classico” europeo che proponiamo  oramai da grandi. esperti. Abbiamo fatto circa 1500 km di viaggio, equipaggiati come sempre con lo spirito di 77Roads. Le moto partono e tornano da Malaga a bordo dei nostri mezzi con le nostre guide, entrambi collaudatissimi. La leggerezza di un bagaglio di magliette….e la curiosità di scoprire l’Andalusia, la seconda più estesa comunità autonoma spagnola, invoglia a svagarsi e vivere un po’ in compagnia e allegria. Scorazzare tra Alta e Bassa Andalusia, tra Sierra e costa, tra paesi bianchi meravigliosi, architettura islamica, cattedrali e fortezze, solcando vallate e montagne e gustando piatti tipici. Vi chiederete: ma abbiamo poi scoperto gli scenari del “Trono di spade” e di “Star Wars”? Voi sapete vero dove si trovano, in quale città ? Provate a indovinarlo…

Diciamo che il nostro viaggio è semplicemente appassionante! Grandi strade tortuose, passi di montagna, molte stazioni di carburante, corsie singole e una splendida vista lungo tutto il percorso. Le montagne sono una costante in questo viaggio andaluso: la Sierra Nevada e Alpujarras, le montagne intorno a Ronda, e le montagne sopra Sevilla offrono strade di montagna appassionanti.  A conti fatti: la Spagna è il secondo paese più alto d’Europa dopo la Svizzera, con un’altitudine media di 660m sul livello del mare. La qualità delle strade spagnole è tra le migliori in Europa e l’asfalto è ben tenuto. Si attraversano paesaggi sorprendenti, ma anche le strade secondarie che ci portano di villaggio in villaggio, di regione in regione, presentandoci aspetti più autentici della terra, dei suoi costumi, della sua cultura e della sua gente.

Il nostro viaggio è un invito ad immergersi nella ricca cultura e storia dell’Andalusia; l’edificio moresco più impressionante è l’Alhambra di Granada, uno dei monumenti più visitati della Spagna, un meraviglioso complesso di palazzi, cortili e fortezze, dichiarato dall’UNESCO. Siviglia  – leggendaria capitale del flamenco – è una città ove ci si sente immersi in una favola, e Cordoba offre una superba architettura moresca. Ma ci sono molte altre città con un vecchio centro storico moresco, con rovine di castelli moreschi, chiese costruite sopra o attorno a moschee islamiche, torri moresche, ecc. Cordova ha la sua Mezquita, Siviglia la Giralda, il famoso campanile dell’enorme cattedrale: tutti esempi di città con molti edifici moreschi.

A Malaga  abbiamo respirato l’aria del Mediterraneo e lo spirito giovane; calda e solare, ci ha servito un’ottima fritura malagueñapesce, acciughe e calamari -; ci hanno accattivato le sue spiagge – prima fra tutte la Malagueta – i bar come il Chiringuito Tropicana o il Chiringuito Natural & Mente a Balneario Nuestra Señora del Carmen e il suo mare. Noi consigliamo però di salire sui tetti de La Manquita e ammirare la città dall’alto, oppure dal Castello di Gibralfaro per dominare il panorama della costa.

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Granada: che dire? Bellissima! Veniamo letteralmente assorbiti dall’esotismo della civiltà ispano-musulmana. Ci siamo calati nella cultura dei Nasridi una dinastia sultanale, l’ultima musulmana in Spagna fino al 1492,  caposaldo e centro nevralgico per la cultura araba d’occidente. La Alhambra e i suoi incredibili giardini, cortili, fontane e viali alberati ci cattura a tal punto da lasciare le moto per dedicarci alla visita. Siamo rimasti a bocca aperta nel Patio dei Leoni: lungo 35 m. e pavimentato con piastrelle colorate e pareti con piastrelle azzurre e gialle, con un bordo sopra e sotto smaltato blu e oro. E poi gli archi, i pilastri, le decorazioni, gli arabeschi e la fontana di alabastro con i dodici leoni di marmo bianco! Non perdiamo neanche la residenza di campagna del sultano con il giardino reale, Generalife, dal quale si possono dominare panorami eccezionali.

Intrigante il quartiere di Albaicín con le sue strade labirintiche tipiche della tradizione araba, le sue piazze e case intonacate di bianco. Bisogna dedicargli tempo: gironzolare per sue stradine, seguire i profumi dei suoi fiori. Dal mirador ci godiamo la vista sullo spettacolo dell’Alhambra stagliata di fronte alle cime della Sierra Nevada.

A noi la Calle Caldererìa Nueva ci ha fatto sentire improvvisamente catapultati in Marocco: quella fragranza di incenso, tutte quelle mercanzie nella miriade di negozietti, tappeti e tessuti, gioielli e lampade. Un turbinio di belle sensazioni esotiche. Non ci sorprende che anche questo quartiere sia stato dichiarato Patrimonio Mondiale dall’UNESCO! Ah, non abbiamo mai visto Carmen, benchè sia nominata ovunque. Abbiamo però capito che Carmen è un’abitazione tipica, protetta da un muro di cinta con un orto. Vogliamo poi parlare delle buonissime tapas ? Ovviamente non abbiamo perso l’occasione di andare “de tapeo”: migas con tropezones, trippa, fave con prosciutto crudo, “papas” a lo pobre, ecc.

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Jaen: “crocevia delle carovane” come la chiamarono gli Arabi che la conquistarono, la raggiungiamo dopo aver attraversato distese di ulivi. Non ci stupisce affatto che sia considerata la capitale mondiale dell’olio d’oliva! Un giro meraviglioso nelle montagne della provincia di Jaen del sud: grandi curve in un paesaggio favoloso.  Ma il fascino della sua provincia è Baeza piccola cittadina di campagna a circa 50 chilometri – e la meravigliosa cittadina di Úbeda sulla collina, entrambe siti Patrimonio dell’Umanità. Tutte e due hanno chiare reminiscenze dei classici centri rinascimentali con antiche strade acciottolate e monumenti unici.

Cordoba, un tempo capitale dell’impero moresco durante il suo periodo di massimo splendore si trova sulla riva del Guadalquivir e ai piedi della Sierra Morena, ma fu fondata dai romani. La Mezquita, un’immensa moschea risalente al 784 d.C. caratterizzata da colonne e antichi mosaici bizantini, è la testimonianza dell’importanza dell’Islam nel Medioevo che durò 300 anni e fu il periodo di grande splendore per la città.

Poi passiamo all’ Alcázar de los Reyes Cristianos, residenza dei re Cattolici, e sede del Sant’Uffizio durante l’epoca dell’inquisizione. Gli splendidi giardini così rilassanti ci catturano: un bel posto per riposarsi un po’. E poi facciamo un altro “salto culturale” per ritrovarci nel quartiere ebraico con la sua piccola sinagoga. Ma negli occhi ci rimangono gli intrecci raffinati della filigrana d’argento e i giardini nascosti dietro le mura delle case,vanto di Cordoba. Pensate cosa non è durante la primavera quando il profumo di fiori come la zagara e il gelsomino invade le strade! Rinunciamo alla prodezze equestri per le quali Cordoba è famosa, per gustarci  un “salmorejo” zuppa di pomodoro, aglio, pane e olio d’oliva ed un succulento “flamenquín” di carne di maiale con il vino di  Montilla-Moriles.

Il viaggio ci porta più avanti nel terreno montuoso e nelle gole della Sierra Morena. Le fantastiche strade attraverso questo parco naturale nel nord dell’Andalusia sono uniche. Un ecosistema mediterraneo di mezza montagna, dominato dai boschi con diverse specie di flora e fauna che diventano ancora più numerose nella pianura del Guadalquivir. L’UNESCO ha dichiarato questo spazio Riserva della Biosfera.

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Sevilla con la sua monumentalità è un altro patrimonio Unesco. La Cattedrale è decisamente colossale. Ed è proprio qui che riposa Cristoforo Colombo. Non possiamo perderci il Real Alcázar di Siviglia, la residenza ufficiale dei Re di Spagna e la grandiosa Plaza de España con le sue panchine rivestite delle tipiche maioliche andaluse, le sue due alte torri visibili ovunque in città, il fiume Guadalquivir che di notte sprigiona tutta l’energia della città. E noi non rinunciamo certo ad una sosta gastronomica al Mercado de la Lonja del Barranco con una birra sivigliana, ovvero una caña di birra con olive, lupini e gamberi.

Ci troviamo abbagliati dal biancore dei pueblos blancos dell’Andalusia; tappa ad Arcos de la Frontera, 30 chilometri da Jerez de la Frontera, con le sue strade strette e ripide, su di un promontorio roccioso nella provincia di Cadice. Tanti gli scorci panoramici per catturare le vedute dei paesaggi agricoli serrani. Il nostro percorso ci conduce a Jerez che produce il suo prodotto più nobile, lo sherry e i vini. La tradizione vinicola famosa in tutto il mondo è uno stimolo a visitare i templi del vino, ma non possiamo abbandonarci a degustare i vini nella cantine – purtroppo – poichè dobbiamo rimanere sobri e vigili!

Jerez: è una città più rappresentative dell’Andalusia e nucleo fondamentale del flamenco, nota anche per la Real Escuela de Arte Equestre, dove si possono ammirare i meravigliosi ed unici cavalli certosani, di razza ispanica araba. Non si può parlare di Jerez senza pensare al Circuito di Velocità, dove si svolgono competizioni internazionali di motociclismo e di automobilismo.

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Tarifa è la nostra tappa successiva: quella più meridionale, non solo per il nostro viaggio ma anche per tutto il continente europeo. Siamo ad un passo dalla costa africana; ed è per questo che la chiamano anche punta marroqui. Segna il confine tra le acque dell’Oceano Atlantico e quelle del Mediterraneo. Antica e misteriosa, strategica nel corso della sua lunga storia, con le sue grotte, le incisioni sulle rocce, la sua cinta muraria medioevale, la fortezza  Castillo de los Guzmanes, le torri d’avvistamento e…le mitiche colonne d’Ercole. Ma oltre alla storia Tarifa è mare e natura, costa selvaggia e spiagge lunghe battute dal vento.

Percorriamo i 130 km. che ci separano da Ronda, penultima tappa del nostro viaggio andaluso che ci riporta nella provincia di Malaga, tra la Sierra de Grazalema e la Sierra de las Nieves. Forse la parte più eccitante della nostra strada in moto sulle tortuose strade panoramiche della Sierra de Ronda e le magnifiche viste sul Mar Mediterraneo. Troviamo una cittadella arroccata su una gola profonda, El Tajo, scavata dal torrente Guadalevin, alta 120 metri, con un ponte di pietra, il Ponte Nuovo che è simbolo della città: riserva una vista incredibile e unisce due porzioni distinte della città. Ma non è l’unico ponte di Ronda, c’è il Viejo e il Puente de San Miguel.

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Ancora una città bianca, rurale, con un’alternanza di tradizioni arabe e spagnole, ma antiche fondamenta greche e romane, tutta da girare a piedi. La città vecchia – la Cuidad – ha il fascino europeo del Vecchio Mondo miscelato con l’atmosfera di una medina araba. Immancabile la Plaza de Toros, patria della Corrida: effettivamente fu la prima in cui si svolse una corrida ed è la più grande struttura in Spagna. E’ enorme, pulsa del cuore spagnolo e della tradizione dei toreri ed è in pieno centro città. Dal Mirador di Ronda ammiriamo il panorama dei paesaggi sulla Valle di Ronda.

Antequera ci aspetta: la città che si fregia di essere al centro esatto dall’Andalusia, ove domina le bellezza dell’imponente Alcazaba araba e svettano almeno una trentina di campanili!

 

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A soli 50 km. da Malaga, riserva alcune attrattive immerse nella natura dei suoi dintorni. Ad esempio verso sud, a circa 17 km., a noi piace ammirare El Torcal, 1200 ettari in cui sono sparsi blocchi di marmo rosso, luogo di rocce carsiche, fuori dal tempo, antichissime, forgiate dall’acqua e dal vento, erosione naturale che ha generato un paesaggio fiabesco.

Malaga è la nostra ultima tappa, prima di lasciare il paese con la sue strade e viste incredibili, la sua accoglienza e solarità. In soli 40 minuti raggiungiamo l’aeroporto di Malaga, punto d’inizio e di fine viaggio. ¡Viva España! Hasta pronto Andalucía.

 

 

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